EVOLUZIONE DEL TERMINE REIKI IN GIAPPONESE
La scrittura della parola Reiki
Ciascuna delle immagini riportate sopra può essere letta e interpretata con il termine “Reiki” dalla maggior parte dei Giapponesi. Per la maggior parte dei praticanti Reiki occidentali, invece, quella più conosciuta è l’immagine centrale, che viene utilizzata su molte copertine di libri, siti web, materiale pubblicitario e addirittura nei loghi di molte delle più grandi organizzazioni Reiki professionali.
Secondo voi, qual è l’immagine più familiare per la “parola” Reiki secondo il grande pubblico in Giappone?
È curioso sapere che sia proprio quella di destra, il moderno modo “Katakana” di scrivere il termine Reiki. Prima di spiegarvi il perché, esaminiamo come è strutturata la lingua Giapponese.
Esistono tre alfabeti principali, o sarebbe più corretto set di caratteri, utilizzati in lingua Giapponese, come riportato di seguito:
KANJI
Kanji è il sistema di caratteri più antico. Kanji in realtà consiste in caratteri Cinesi (hanzi) che furono importati in Giappone, dove divennero noti come kanji, intorno al V secolo d.C. Oggi solo circa 2.000 dei 5.000-10.000 kanji originali vengono utilizzati regolarmente, come risultato delle revisioni della lingua Giapponese avvenuta nel 1946 e nel 2010. Molti kanji sono basati su pittogrammi stilizzati e le loro componenti (o radicali) possono avere il loro senso. Molti kanji possono essere letti sia con una pronuncia Giapponese (kun yomi) sia con una pronuncia Cinese (su yomi), a seconda del contesto.
Nel link trovate la spiegazione completa e dettagliata del kanji Reiki, o ideogramma Reiki.
HIRAGANA
Hiragana è un sistema di scrittura sillabico in cui ogni carattere rappresenta il suono di una sillaba. Ma non è sempre stato così. Una volta hiragana era una scrittura usata solo dalle donne, derivata dal kanji, dove una sillaba era formata da molti caratteri differenti. Nel 1946 fu operata una semplificazione atta a far corrispondere un solo carattere ad ogni sillaba.
KATAKANA
Anche il katakana è un sistema di scrittura sillabica, originariamente considerata “scrittura maschile“.
Si basa su caratteri usati dai monaci buddisti come aiuto per correggere la pronuncia dei testi Cinesi.
Oggi il katakana viene utilizzato principalmente per scrivere parole straniere di origine non Cinese, parole onomatopeiche, nomi stranieri, telegrammi e per dare enfasi alle parole (l’equivalente del nostro grassetto, corsivo o maiuscolo).
Perché oggi la maggior parte dei Giapponesi moderni ha più familiarità con il modo katakana di scrivere Reiki?
La risposta è che, sebbene la disciplina dell’Usui Reiki Ryoho fosse diventata abbastanza popolare in alcune parti del Giappone prima della seconda guerra mondiale, dopo la guerra andò sempre più scomparendo, sopravvivendo solo in luoghi isolati e nelle scuole di formazione Reiki. Quindi il termine Reiki uscì progressivamente dall’uso comune.
Negli anni ’80, quando persone come Mieko Mitsui, allieva di Barbara Weber Ray che fondò poi The Radiance Technique (una delle 22 Master Reiki formate da Hawayo Takata), si recarono in Giappone per ricercare le radici del Reiki, trovarono ben poche persone che fossero a conoscenza, anche solo per sentito dire, della tecnica di guarigione del Reiki.
E quando dall’Occidente i maestri Reiki tornarono in Giappone e iniziarono ad insegnare la pratica del Reiki lì, i Giapponesi non riconobbero il termine “Reiki” come derivante dalla loro lingua e, pensando fosse un termine importato dall’estero, lo scrissero usando i caratteri fonetici re, i e ki in katakana.
Lo dimostra proprio un vecchio articolo sulla pratica del Reiki comparso in una rivista Giapponese del 1986. In questo articolo c’è una pubblicità del libro Reiki di Barbara Weber Ray, e la parola Reiki è infatti scritta in grande negli alfabeti katakana e romaji (quest’ultimo rappresenta la trascrizione della lingua Giapponese in caratteri latini) anziché in kanji.
Nel frattempo, anche alcuni praticanti di Reiki Giapponesi nella roccaforte dell’Usui Reiki Ryoho, la Gakkai cominciarono ad utilizzare i moderni kanji per scrivere il termine Reiki, come si può vedere nelle copie Reiki Giapponesi del loro manuale Reiki, pubblicato a metà degli anni ’70.
Usui Reiki Ryoho Gakkai
È l’Associazione per lo Studio del Metodo di Guarigione Reiki di Usui, che è stata originariamente fondata da alcuni studenti di Mikao Usui poco dopo la sua morte nel 1926 (alcune fonti affermano invece che sia stata istituita direttamente dallo stesso Mikao Usui nel 1922), con l’obiettivo di preservare la pratica dell’Usui Reiki Ryoho e che fece costruire la tomba o memoriale di Mikao Usui. I primi presidenti Usui Reiki Ryoho Gakkai furono ufficiali della marina Giapponesi. La Gakkai diventò clandestina durante il periodo di repressione del secondo dopoguerra contro i metodi di guarigione di tradizione orientale e le organizzazioni militari di stampo nazionalistico. Da allora è rimasta nascosta. Sebbene esistano ancora diverse sedi esistenti, non si sa esattamente quanti membri ci siano. Funziona come una società chiusa, che accetta solo determinati membri selezionati allo studio e alla pratica del Reiki. Non è consentito l’ingresso ad altri praticanti di Reiki Giapponesi, e neanche a praticanti o maestri Reiki Occidentali, salvo qualche rarissima eccezione. La maggior parte dei membri Reiki all’interno della Gakkai è molto anziana e, a meno che non si uniscano praticanti più giovani, la Gakkai potrebbe estinguersi in un futuro non troppo lontano.
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