Pranayama (la scienza del respiro)

Torniamo al concetto e alla pratica del pranayama, (per approfondimento, si veda la pagina respiro nella sezione yoga ) descrivendo in maniera più dettagliata il pranayama stesso e quali possono essere i benefici di un corretto modo di respirare; dando alcuni semplici concetti sulla fisiologia del respiro; descrivendo il diaframma e i movimenti respiratori; alcune sottili differenze respiratorie tra uomo e donna e cosa comporta una scorretta respirazione.
Pranayama è un termine sanscrito composto da due parole:
Prana = forza vitale, energia vitale, cioè l'essenza della vita stessa. È lo stesso concetto che i cinesi designano col termine "Chi" e i giapponesi "Ki"
Yama = controllo (altre interpretazioni preferiscono considerare il termine "Ayama", che ha piuttosto il significato di "estensione").
Il significato è dunque controllo, estensione dell'energia vitale.
Prana può essere ulteriormente compreso esaminando le due radici di cui è composto:
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pra significa esistere indipendentemente, esistere precedentemente;
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ana è la forma abbreviata di "anna", che significa cellula: un atomo, o molecola, è detto "anu". Ogni forma di vita è composta di atomi, molecole e cellule, cioè un insieme definito "ana".
Sembra dunque che Prana indichi ciò che esisteva prima di ogni vita atomica o cellulare.
Così, l'uomo con una visione "mistica" può considerare il Prana come una manifestazione del divino, mentre chi vuole attenersi a una stretta "razionalità" può divertirsi a vedere l'analogia del concetto di Prana con quello dei "campi di energia" che, secondo la fisica subatomica, costituiscono il substrato intangibile della creazione della materia.
La principale fonte di Prana è in assoluto l'aria che respiriamo, ma esso viene assorbito anche dai cibi e dalle bevande.
Il Prana nell'aria viene assorbito tramite le mucose del naso e dai recettori nervosi dell'apparato respiratorio; dai cibi e dalle bevande viene captato dalle terminazioni nervose della lingua e della gola. Infatti, nello Yoga, grande importanza viene attribuita sia all'igiene del naso e della lingua, sia a una lenta masticazione e a una efficace respirazione.
Quindi possiamo senza dubbio rilevare che il Pranayama è una vera e propria "scienza del respiro".
Evidenziamo tre concetti importantissimi, frutto dell'esperienza degli yogi in migliaia di anni:
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l'energia vitale nel nostro essere è veicolata dal respiro;
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è diretta dal mentale: "dove si dirige la mente, là si dirige l'energia";
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la respirazione è l'unica attività corporea che, pur essendo involontaria e quindi non cosciente per la maggior parte del tempo, può tuttavia essere facilmente posta sotto il controllo diretto della volontà in qualunque momento.
Questo ne fa una sorta di cancello di comunicazione privilegiato fra il conscio e l'inconscio : difatti tutti abbiamo notato che quando la mente è agitata, il respiro è agitato, viceversa quando il respiro è calmo, la mente è calma.
La conoscenza e l'applicazione della "scienza del respiro" ci conducono dunque verso:
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l'accrescimento della nostra energia vitale;
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il controllo dei nostri stati emotivi;
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lo stato di concentrazione del mentale.


