Lo yantra

Quasi sempre, quando un Mantra è recitato per uno scopo particolare, è associato al suo Yantra.
Il termine Yantra deriva dalla radice sanscrita Yam che significa "supportare", "sostenere", "tenere su" l'energia inerente a qualche oggetto o idea. In senso lato, uno Yantra può essere una macchina, uno strumento come quelli usati nelle varie scienze (l'astronomia, l'architettura, ecc.).
Gli Yantra mistici sono fondamentalmente delle forme geometriche astratte e si considerano dei supporti per la meditazione. Più precisamente lo Yantra mistico è la rappresentazione di una certa divinità (intesa come livello di vibrazione energetica). L'essenza-forma della divinità è espressa nello Yantra, come l'essenza-suono è espressa nel Mantra; Mantra e Yantra sono strettamente correlati.
La scienza del Mantra e dello Yantra costituisce l'ossatura principale del Tantra, l'antichissima tradizione di evoluzione dell'uomo attraverso una visione cosmica.
L'uomo, l'essere umano, è il microcosmo che è parte e ingloba in sé il macrocosmo e viceversa; non esistono distinzioni fra le due realtà. In ogni Yantra troviamo così una simbologia ambivalente, che associa l'aspetto della coscienza cosmica a quello individuale della coscienza umana.
Ogni Yantra si sviluppa intorno a un punto centrale che è chiamato Bindu. Questo punto centrale rappresenta sia il principio assoluto da cui la manifestazione-creazione ha avuto luogo, sia il centro del sé di ogni individuo. Così lo Yantra, simbolicamente, ci dice che il centro spirituale di ogni individuo è il centro stesso dell'universo. Ecco che ogni azione, fatto, avvenimento, pensiero, possono dall'adepto del Tantra venire traslati su un piano divino; questo significa dare un senso di sacralità a ogni azione che noi tendiamo a ritenere puramente fisica.
L'atto del mangiare, per esempio, se fatto meccanicamente, non è altro che uno dei tanti gesti che compiamo per la nostra sopravvivenza; ma, effettuato con la coscienza di introdurre nel nostro essere parti dell'universo che si trasformeranno per divenire parti di noi, ecco che il tutto acquisisce una dimensione psichicamente molto diversa. Il piano di coscienza cambia, nulla è più banale, tutto acquista un senso cosmico (vorremmo dire trascendente, se questa parola non fosse stata troppo abusata).
Troviamo i primi segni, le prime incisioni di Yantra, nella civiltà di MohenjoDaro e Harappa (tra il 2000 e il 3000 a.C.). Si tratta di rappresentazioni soprattutto del simbolo solare (la svastica) che rappresenta il fluire ciclico della vita, dell'energia.
Un altro simbolo importantissimo che troviamo da tempi ancora più remoti è il triangolo inverso, cioè con la punta rivolta verso il basso, che da sempre è la rappresentazione dell'energia cosmica riproduttiva, l'energia che crea e sostiene continuamente ogni forma: la Shakti, la Grande Dea Madre universale.


